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Posted: Mon Nov 03, 2008 12:53 pm Post subject: CONSIDERAZIONI SULLA POSIZIONE REATTIVA DEL TDO |
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Trattazione sintetica dell'Ergonomia della Posizione Reattiva del TDO
di Moreno Ravasi
Operatore Bravo di TDO
Quasi tutti gli oggetti che utilizziamo nella vita quotidiana sono studiati nella forma e nei materiali, per adattarli alla struttura scheletrica dell’uomo.
Il che consente un uso sempre più adeguato dell’oggetto alle funzioni che gli sono preposte.
Questo approccio razionale e scientifico funziona meno bene quando tentiamo di applicarlo alle posture, agli schemi motori e ai movimenti involontari caratteristici del nostro apparato locomotore.
Nel caso specifico esiste una guida ben più valida delle nostre deduzioni, anche quelle più brillanti.
Si tratta della Filogenesi, cioè quella serie di trasformazioni subite attraverso i secoli dagli organismi vegetali e animali, fino all’uomo.
Il nostro Sistema Nervoso Centrale, nel compito di adattarsi continuamente agli stimoli provenienti dall’ambiente circostante, ha sperimentato diverse opzioni motorie.
Alcune le ha cancellate, altre le ha interiorizzate, in quanto realistiche ed efficaci.
Sulla base di queste stratificazioni di apprendimenti successivi, si è evoluto.
E’ un po’ come se il nostro bagaglio motorio automatico fosse il risultato di ciò che i nostri predecessori hanno vissuto, al quale si aggiunge, naturalmente, la nostra esperienza individuale.
Ad esempio, se chiediamo ad una persona bendata di prepararsi a ricevere delle spinte imprevedibili e destabilizzanti, questi assumerà istintivamente la Posizione Reattiva.
Altro esempio: siamo nel trenino della metropolitana e non abbiamo nessun appiglio di sorta; senza pensarci su, ci disponiamo nella Posizione Reattiva.
Dunque, la Posizione Reattiva appartiene a questo prezioso bagaglio, antico e ampiamente collaudato; non è costituita da elementi motori complessi o appresi di circostanza, che per essere efficaci necessitano di essere automatizzati attraverso la ripetizione continuata.
Analizzandola attentamente, ho notato che ha molte analogie con molte Posizioni di Guardia appartenenti a diverse Arti Marziali, dal Kung Fu al Karate, per citare quelle più note, ma soprattutto a quelle forme di Arte Marziale che risultano essere molto efficaci nel combattimento, sebbene siano poco coreografiche.
I predetti stili sono finalizzati all’attacco e al colpire repentinamente l’avversario, senza preamboli e avendo come riferimento costante la “linea centrale” del proprio corpo, che rappresenta la porta d’ingresso nella guardia dell’avversario.
Semplicità ed economia delle tecniche, che si sviluppano su traiettorie rettilinee (questi principi ricalcano indiscutibilmente i Principi del Tiro Dinamico Operativo®) allo scopo di incollarsi all’avversario, soffocando la sua reazione.
La prima affinità con queste tecniche è la centralizzazione del bersaglio.
Ciò significa poter contare su azioni simmetriche, dunque coordinate, dunque rapide!
E’ come se la centralizzazione sul bersaglio fosse il requisito necessario per poter esprimere le azioni più efficaci; inoltre esso ha un notevole effetto deterrente e costituisce un naturale sistema di calcolo nel tiro rapido, facendo partire il colpo quasi dal proprio baricentro (nel Tiro Puntato).
Alcune premesse di Biomeccanica.
Il peso del corpo ha un suo punto di applicazione: il Baricentro.
La linea verticale che unisce il baricentro al centro terrestre è la linea di gravità.
Per ottenere il massimo equilibrio, occorre che la linea di gravità cada all’interno dell’area di appoggio; inoltre il baricentro deve essere il più in basso possibile (in questo modo diminuisce l’energia potenziale).
Nella Posizione Reattiva la base d’appoggio è costituita dalle linee che uniscono le punte dei piedi e i talloni e dai margini laterali di entrambi i piedi.
La rotazione esterna del piede posteriore (circa 45°) è un valido espediente per aumentare ulteriormente la superficie d’appoggio.
La disposizione di un arto avanzato (piano sagittale) e uno arretrato, un po’ divaricato (corrisponde alla larghezza del bacino), garantisce stabilità sui piani antero-posteriore e latero-laterale, nonché trasversale.
Il che garantisce stabilità statica e dinamica in tutte le direzioni dello spazio.
Se confrontiamo la Posizione Reattiva con la Posizione a piedi paralleli divaricati (usata comunemente nel Tiro Sportivo), notiamo subito la superiorità della prima.
Difatti, la Posizione a piedi paralleli divaricati si dimostra stabile sul piano latero-laterale, ma non lo è su quello antero-posteriore; inoltre, la linea di gravità, passando davanti alle articolazioni tibiotarsiche, rende necessaria l’attivazione dei muscoli soleo e gastrocnemio (flessori plantari), per contrastare l’oscillazione anteriore del baricentro.
Il che produce una spinta all’indietro del corpo, impedendo una veloce propulsione in avanti, indietro, oppure verso i lati, nell’eventualità che la situazione operativa lo richieda.
Dunque, la Posizione Reattiva, oltre che essere stabile, consente la mobilità rapida su tutti i piani di movimento: il piede posteriore, volto a 45° verso l’esterno, consente vie di accelerazione sui piani laterali, mentre il piede anteriore, volto verso il bersaglio, apre un importante ventaglio di accelerazione in avanti (attacco, Tiro in corsa verso il Bersaglio Armato).
Le ginocchia, sensibilmente flesse, hanno immagazzinato energia potenziale, che possono restituire in termini di scatto multidirezionale (rapida sottrazione dalla linea di tiro dell’avversario).
Siccome il corpo umano è un solido articolato, la variazione dei rapporti articolari modificherà la posizione del baricentro rispetto al corpo.
Esempi: se alzo le braccia, si alza il baricentro; se porto le braccia in avanti, il baricentro si sposta anteriormente, verso la gamba anteriore (nella Posizione Reattiva).
Nella Posizione Isoscele, nella quale le braccia sono protese in avanti nell’atto di impugnare l’arma corta, vi è uno spostamento anteriore del centro di gravità, proporzionale alla quantità di avanzamento delle braccia e al peso dell’arma.
Il nostro Sistema Nervoso Centrale, per evitare che la linea di gravità si porti troppo in avanti, con il rischio di destabilizzare la posizione, è costretto ad attivare i muscoli stabilizzatori del tronco, segnatamente gli estensori del rachide.
L’avere i gomiti flessi (la Mantide nel Tiro Puntato), oppure non completamente estesi (la Mantide nel Tiro Puntato-Mirato), riduce significativamente questo carico muscolare.
Questo consente di mantenere nel tempo, senza affaticarsi eccessivamente, la Posizione di Tiro (puntamento sul bersaglio).
Infatti, l’Ergonomia suggerisce di ridurre i bracci delle linee di gravità relative ai diversi livelli articolari, per diminuire la necessità di interventi muscolari.
Nella Posizione Reattiva, anche se impugno l’arma davanti al mio corpo, il tronco è affidato al controllo muscolare alternato con la tensione passiva delle parti molli.
Anche se in condizioni di forte stress, viene auspicabile pensare che vi sia un’importante co-contrazione muscolare (contrazione simultanea dei muscoli agonisti e antagonisti).
Da un punto di vista chinesiologico, nella Posizione Reattiva abbiamo:
- tronco rivolto verso il bersaglio, sensibilmente ruotato verso l’arto inferiore avanzato;
- un aumento della lordosi lombare;
- le spalle sono rilassate ma stabilizzate dal muscolo gran dentato sul piano sagittale, nel corso del Tiro sostenuto;
- gomiti più o meno flessi, che ammortizzano e contrastano efficacemente il rinculo;
- polsi in inclinazione ulnare, che consente di bloccare l’articolazione radio-carpica in posizione di chiusura, risultando in una riduzione delle oscillazioni e dei tremori delle mani che impugnano l’arma;
- il capo, lievemente anteposto, consente il naturale allineamento dell’occhio dominante con gli organi di mira nel Tiro Puntato-Mirato;
- il capo, pur assumendo detta posizione, si mantiene sufficientemente libero a livello articolare, per poter orientare nello spazio i telecettori.
In ultimo, la posizione Reattiva si dimostra un’ottima base di partenza per tutte le Posizioni dinamiche di tiro, proprie del Tiro Dinamico Operativo®.
Le Posizioni di Tiro del TDO sono in realtà fattispecie della Posizione Reattiva, adattate allo specifico schema d’azione.
Vediamo di dimostrarlo.
Se, come da Dottrina stabilita tradizionalmente, durante la ricerca armata o nella dinamica di uno scontro a fuoco, scelgo il cammino, o strategie di movimento ad esso paragonabili, per esplicare la mia azione armata, avrò i seguenti problemi:
- nel cammino, il centro di massa percorre sul piano sagittale due curve pressoché sinusoidali, con un punto più alto a metà della fase oscillante e un punto più basso, subito dopo l’appoggio a terra di un piede (in altezza: dai due ai quattro centimetri);
- sul piano frontale, il centro di massa si sposta dal lato in appoggio di circa tre centimetri, passando la linea mediana nel momento del contatto di un piede con il terreno;
- vi è una seppur modesta rotazione del bacino sul tronco.
Quindi, se nella dinamica dell’azione prediligo schemi di movimento vicini al cammino, ho importanti oscillazioni del corpo, che sicuramente ostacoleranno la precisione del tiro, in particolare se rapido e improvviso.
Viceversa, se ricorro a strategie di movimento affini alla Posizione Reattiva, riesco a mantenere stabile il baricentro sulla linea di movimento, a non perdere il contatto con il suolo e ad esplicare azioni simmetriche e armoniche.
La simmetria, in questo caso è sinonimo di azione efficace.
L’asimmetria, come avverrebbe se mi muovessi replicando la Posizione di Tiro “Weaver”, limiterebbe il mio ventaglio di possibilità operative.
Come se adattassi l’ambiente circostante a una posizione e a schemi di movimento precostituiti, dando la preferenza ad un lato del mio corpo (cioè, soltanto alla metà del mio corpo, quando in realtà e innegabilmente, ho bisogno del mio corpo per intero!).
Sarebbe, inoltre, come decidere di affrontare un combattimento fasciandosi un arto, precludendosi a priori la possibilità di esprimere tecniche globali, istantaneamente adattabili al contesto operativo (quel che si chiama Ambiente Tattico nella Didattica del Tiro Dinamico Operativo®).
Al contrario, la Posizione Reattiva (e gli schemi d’azione che ne scaturirebbero nelle diverse occasioni) racchiude l’espressione potenziale di ogni possibile variabile!
 _________________ Il Tiro serve per colpire il bersaglio.
Il Tiro Operativo serve per colpire il Bersaglio Armato senza farsi colpire. |
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